The third day – Serie TV (2020)

di Marc Munden e Philippa Lowthorpe

con Jude Law, Naomie Harris, John Dagleish, Paddy Considine, Emily Watson

Non lontano da Londra, nell’Essex, si trova Osea, un’isoletta che ospita una comunità piuttosto chiusa, sia per ragioni caratteriali sia geografiche, visto che è collegata alla terraferma da un’unica strada che, per effetto della marea, è aperta e agibile solo poche ore al giorno. È qui che (casualmente?) si ritrova Sam (uno strepitoso Jude Law, di cui parleremo tra poco), dopo che ha salvato una ragazza che stava cercando di suicidarsi. Ben presto emerge come l’isola e i suoi abitanti abbiano più di qualche segreto e di come Sam abbia un legame con quel luogo misterioso.

Questa è la prima parte della trama di The third day, una serie TV che si differenzia da gran parte di quello che abbiamo visto finora proprio per l’insolita struttura. I primi tre episodi (Summer), infatti, ruotano attorno al personaggio interpretato da Law, gli ultimi tre (Winter) hanno invece come protagonista Helen (Naomie Harris) e le sue due figlie che, in apparenza, sembrano non avere nulla a che fare con Sam. Nel mezzo si colloca un settimo episodio (Autumn) che fa da collante ma che – nella versione disponibile per la visione su Skynon è disponibile. Questo perché si tratta di una vera e propria maratona, data la durata di 12 ore, e che è stata trasmessa in streaming live.

Anche senza questo episodio “monstre”, comunque, si riesce a seguire il filo degli eventi, sebbene – soprattutto nella prima parte – l’obiettivo sia quello di fare brancolare lo spettatore nel buio e nel mistero, così come brancola Sam. Per riuscirci, oltre a un montaggio che frammenta la storia e le vicende, il regista ha optato per ossessivi primi piani di Jude Law (in un ruolo lontano anni luce da quello di The New Pope, che offre davvero una performance incredibile, considerato che gli episodi di Summer si reggono praticamente solo sulle sue spalle) e su continue sfocature delle immagini, per trasmettere il senso di confusione e smarrimento del protagonista. Scelta che ci sta ma che è sfruttata in modo eccessivo e che finisce per stancare e perdere di efficacia.

Quello che non stanca è la fotografia, davvero strepitosa soprattutto per le scelte cromatiche ricercate, frutto dell’utilizzo di vari filtri che regalano colori ora saturi ora freddi (indimenticabile il cielo di metallo). 

La vicenda si mantiene costantemente sul filo dell’inquietudine, con tutti gli abitanti di Osea che sembrano nascondere un atroce segreto, con la realtà che si miscela con gli incubi e i fantasmi del passato di Sam. Insomma non si sta mai tranquilli, la tensione resta alta e questo contribuisce al desiderio di continuare la visione. Il brusco cambio di registro della parte Winter – con il passaggio anche dalla regia di Marc Munden a quella di Philippa Lowthorpe – un po’ annacqua quanto visto nelle prime tre puntate, il pathos si smarrisce e – ahimé – l’episodio conclusivo regala un finale sbrigativo, poco appassionante e non all’altezza di quanto visto fino a quel punto.

Nel complesso The third day, anche se si perde puntata dopo puntata, merita comunque la visione, per come è girata, per l’impressionante interpretazioni di Jude Law, per le atmosfere e gli abitanti di Osea e per l’originalità dell’ambientazione.

 

Voto: 6.5