Squid game (2021)

di Dong-hyuk Hwang

con Greg Chun, Stephen Fu, Paul Nakauchi, Reagan To, Stephanie Komure

456 disperati si ritrovano in un luogo segreto per prendere parte a una serie di giochi. In palio ci sono oltre 40 miliardi di won (una trentina di milioni di euro) e il rischio – piuttosto concreto per la verità – è quello di venire uccisi. Insomma, detta così la trama di Squid game non sembra niente di particolarmente originale. Ma è qui che entrano in gioco i valori aggiunti di questa serie, le cui nove puntate sono disponibili su Netflix in lingua originale (o in inglese) sottotitolate.

Valori aggiunti che passano, tanto per cominciare, dalla tipologie di giochi che i vari personaggi devono affrontare: dimenticatevi combattimenti gladiatori o alla Hunger games, perché qui il sottile confine tra vita e morte è deciso da sfide a “un, due, tre stella” e a biglie. Inoltre la sceneggiatura si diverte, puntata dopo puntata, a sgretolare le certezze, regalando colpi di scena e scelte inaspettate con grande frequenza. Il tutto condito da massicce dosi di cinismo, violenza, brutalità, tradimenti e spargimenti di sangue.

Alla trama principale – ovvero la sfida per la sopravvivenza – se ne affiancano altre, che indagano le dinamiche dei rapporti tra i personaggi principali ma che permettono anche di comprendere meglio il grottesco e allo stesso tempo militarmente organizzato e regolato ambiente in cui si svolge il macabro gioco a premi. Bellissime certe scelte a livello scenografico: dall’abbigliamento (con maschere annesse) del personale che gestisce l’arena alle ambientazioni (si veda, per esempio, la sala dedicata i vip).

Insomma questo Squid game si discosta da molte produzioni analoghe, perché abbina a un’impalcatura visiva di alto livello una storia mai banale, difficile da anticipare e che spesso prende direzioni inaspettate. Peccato solamente che l’ultima puntata si trascini un po’ troppo per le lunghe, diluendo l’effetto della conclusione del gioco e facendo perdere un po’ di mordente. Sarebbe bastato far finire tutto una ventina di minuti prima… Resta comunque un’altra serie TV coreana (dopo Vincenzo) da vedere, anche se per stomaci forti.

 

 Voto: 7.5