The Crown – Serie TV (2016 – 2020)

di Registi vari

con Olivia Colman, Gillian Anderson, Helena Bonham Carter, Josh O’Connor, Emma Corrin

La regina Elisabetta II non è più da sola, unica donna forte in un mondo che ha sempre privilegiato gli uomini. Al suo fianco – anche se in realtà le si contrappongono e le danno più di qualche mal di testa – ce ne sono altre due: Margaret Thatcher e Diana Spencer. A voler riassumere in poche parole la quarta stagione di The Crown la si può definire una storia al femminile, dove però non c’è spazio per sentimentalismi o romanticismo. Le tre donne sono forti, determinate, nel caso della regina e del primo ministro, gelide nella loro mancanza di empatia.

Le dieci puntate (disponibili su Netflix) sono quelle che avvicinano le vicende narrate ai giorni nostri, andando dunque a miscelarsi con i ricordi di chi (come il sottoscritto) comincia ad avere qualche primavera alle spalle. Oltre alla storia delle due Lady – “D.” e “di ferro” – vengono toccati eventi che hanno cambiato profondamente la storia della Gran Bretagna e del mondo intero: dagli attacchi terroristici dell’IRA, alla guerra per le isole Falklands, passando per la profonda crisi dell’occupazione.

Ma è innegabile che a catalizzare l’attenzione siano i personaggi di Margaret Thatcher (interpretata in modo eccellente dalla Gillian Anderson di X-Files) e Diana Spencer (la meno nota Emma Corrin, perfettamente calata nella parte). La prima – donna profondamente diversa, come estrazione sociale e credo politico, dalla regina – ingaggia con Elisabetta un costante confronto, cui non mancano frecciatine e ironie. La seconda si trova catapultata in un mondo probabilmente troppo diverso e lontano da sé ma contro il quale combatte con le armi della spensieratezza e della freschezza, così da stregare tutta la popolazione britannica e il mondo intero, scavando però un solco sempre più ampio con il principe Carlo, innamorato di un’altra e roso dall’invidia di colui a cui il destino ha riservato il costante ruolo dell’eterno secondo.

Gli intrecci tra finzione e realtà, tra storia e mito, puntata dopo puntata, sono resi in modo sempre credibile e affascinante. E dove non arrivano gli ottimi dialoghi, c’è il “non detto” degli sguardi severi della regina, sognanti dei grandi occhi blu di Diana, imbarazzati e traboccanti di rabbia repressa di Carlo (interpretato da Josh O’Connor, il migliore di tutti).

Le vicende portano The Crown a seguire gli eventi della storia, facendo finire in secondo piano personaggi che nelle precedenti stagioni hanno avuto ruoli più centrali – dal Principe Filippo alla Principessa Margaret – e togliendo parte dei riflettori dalla regina, costretta a condividere le luci della ribalta con le due new entry al femminile. Ciò non toglie nulla all’interpretazione di Olivia Colman, sempre più a suo agio nei regali panni e capace di tratteggiare un personaggio perfettamente conscio del proprio ruolo, pronto a sacrificare la propria e l’altrui felicità per i doveri imposti dalla corona. Una regina che è anche madre, non tanto dei quattro figli con cui ha rapporti freddi, ben evidenziati da pranzi in cui i suoi argomenti di conversazione raramente vanno oltre il gusto del salmone al vapore, ma dei suoi sudditi.

In definitiva The Crown riesce nel non semplice compito di bilanciare realtà, finzione, aristocrazia e gossip, proponendo un cocktail da tracannare tutto d’un fiato. Alla faccia dell’etichetta reale.

Voto: 7.5